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Violazione degli obblighi di comunicazione al Sistema tessera sanitaria

Molti hanno chiesto chiarimenti su come vada applicato l'istituto del ravvedimento operoso in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati al Sistema tessera sanitaria e quale sia la corretta interpretazione del termine ‘comunicazione' quando la norma dispone che ‘si applica la sanzione di 100 euro per ogni comunicazione' , ovvero se occorra fare riferimento al singolo documento di spesa contenuto in ciascuna comunicazione; al singolo file delle spese mediche inviato a tessera sanitaria; alle spese per ciascun codice fiscale inserito nel file; ad altro.

Ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 175/2014 le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero, i policlinici universitari, le farmacie sono tenute ad inviare al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate nei confronti delle persone fisiche, ai fini della loro messa a disposizione dell'Agenzia delle Entrate che li utilizza per l'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

In merito al trattamento sanzionatorio di cui si chiedono da più parti delucidazioni l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 22/E del 23 maggio 2022, ricorda che l'articolo 3, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 175/2014 prevede che ‘In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati si applica la sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un massimo di 50 mila euro. Nei casi di errata comunicazione dei dati la sanzione non si applica se la trasmissione corretta degli stessi è effettuata entro 5 giorni successivi alla scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, entro i 5 giorni successivi alla segnalazione. Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza prevista, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di 20 mila euro'.

Al fine di perseguire una risposta punitiva e congrua l'Agenzia delle Entrate è dell'avviso che il concetto di ‘comunicazione' contenuto nella norma sanzionatoria si riferisca ad ogni singolo documento di spesa errato, omesso, o tardivamente inviato al Sistema tessera sanitaria, a nulla rilevando il mezzo di trasmissione, o il numero i soggetti cui i documenti si riferiscono.

Pertanto, la sanzione di 100 euro si applica per ogni singolo documento di spesa, senza possibilità, per espressa previsione normativa, di applicare il cumulo giuridico di cui all'articolo 12 del decreto legislativo n. 472/1997.

La sanzione resta in ogni caso definibile attraverso l'istituto del ravvedimento operoso, utilizzando il codice tributo ‘8912' e, qualora la comunicazione sia correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza prevista, la sanzione base su cui applicare le percentuali di riduzione è data dalla sanzione ordinaria ridotta a un terzo con un massimo di 20 mila euro.


(Vedi risoluzione n. 22 del 2022)



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